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	<title>Strange Paths</title>
	<link>https://strangepaths.com</link>
	<description>Physics, computation, philosophy of mind</description>
	<pubDate>Sun, 13 Oct 2024 17:46:58 +0000</pubDate>
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		<title>Genomi nei genomi</title>
		<link>https://strangepaths.com/il-genoma-di-una-specie-scoperto-in-quello-di-unaltra/2007/09/05/it/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Sep 2007 17:40:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>xantox</dc:creator>
		
	<category>News</category>
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		<description><![CDATA[Degli scienziati dell&#8217;Università di Rochester et del J. Craig Venter Institute hanno scoperto una copia dell&#8217;intero genoma di Wolbachia, un parassita batterico, residente all&#8217;interno del genoma della sua specie ospite Drosophila Ananassae, la mosca della frutta. Per isolare il genoma del parassita, le mosche sono state alimentate con un antibiotico semplice, uccidento il Wolbachia, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div xml:lang="it" lang="it"><p>Degli scienziati dell&#8217;<a target="_blank" href="https://www.rochester.edu/news/show.php?id=2963">Università di Rochester</a> et del J. Craig Venter Institute hanno scoperto una copia dell&#8217;intero genoma di Wolbachia, un parassita batterico, residente all&#8217;interno del genoma della sua specie ospite Drosophila Ananassae, la mosca della frutta. Per isolare il genoma del parassita, le mosche sono state alimentate con un antibiotico semplice, uccidento il Wolbachia, ma i geni di Wolbachia erano ancora presenti. Gli scienziati hanno infine scoperto che i geni si trovavano direttamente all&#8217;interno del secondo cromosoma dell&#8217;insetto, e che alcuni di questi geni sono persino trascritti nelle mosche non infette, in modo che la copia della sequenza genetica viene effettuata in cellule che potrebbero essere usate per produrre delle proteine di Wolbachia.</p>
<p><img alt="© University of Rochester" id="image239" src="https://strangepaths.com/wp-content/uploads/2007/09/hi132-2.jpg" />
</p>
</div><p class="akst_link"><a href="https://strangepaths.com/?p=242&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_242" class="akst_share_link" rel="nofollow">Share This</a>
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		<title>Rimbalzo di getti liquidi</title>
		<link>https://strangepaths.com/rimbalzo-di-getti-liquidi/2007/07/19/it/</link>
		<comments>https://strangepaths.com/rimbalzo-di-getti-liquidi/2007/07/19/it/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jul 2007 19:04:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>xantox</dc:creator>
		
	<category>News</category>
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		<description><![CDATA[Dei fisici dell&#8217;Università del Texas à Austin hanno trovato che &#8220;un getto liquido può rimbalzare su una superficie dello stesso liquido in movimento orizzontale rispetto al getto. Le osservazioni precedenti di getti che rimbalzano (effetto Kaye) riguardano unicamente dei liquidi non-Newtoniani, mentre in questo caso sono osservati per svariati liquidi Newtoniani, incluso l&#8217;olio di paraffina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div xml:lang="it" lang="it"><p>Dei fisici dell&#8217;Università del Texas à Austin hanno trovato che &#8220;un getto liquido può rimbalzare su una superficie dello stesso liquido in movimento orizzontale rispetto al getto. Le osservazioni precedenti di getti che rimbalzano (effetto Kaye) riguardano unicamente dei liquidi non-Newtoniani, mentre in questo caso sono osservati per svariati liquidi Newtoniani, incluso l&#8217;olio di paraffina liquida, versato a mano. Une pellicola d&#8217;aria separa il getto dalla superficie, ed il movimento relativo permette di rinnovare la pellicola d&#8217;aria. Dei getti con uno o due rimbalzi sono stabili per una gamma di viscosità, portata e velocità. Il fenomeno mostra una isteresi e diversi stati di equilibrio&#8221;.<sup><a href="#footnote-1-230" id="footnote-link-1-230" title="See the footnote.">1</a></sup></p>
<p><img id="image228" alt="Jets liquides rebondissants" src="https://strangepaths.com/wp-content/uploads/2007/07/bouncingjet.png" />
</p>
<br /><ol class="footnotes"><li id="footnote-1-230">M. Thrasher, S. Jung, Y. Kwong Pang, C. Chuu, H. L. Swinney, &#8220;<a target="_blank" href="https://arxiv.org/abs/0707.1721v1">The Bouncing Jet: A Newtonian Liquid Rebounding off a Free Surface</a>&#8220;, arXiv:0707.1721v1 [physics.flu-dyn] (2007).  [<a href="#footnote-link-1-230">↩</a>]</li></ol></div><p class="akst_link"><a href="https://strangepaths.com/?p=230&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_230" class="akst_share_link" rel="nofollow">Share This</a>
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		<title>Teletrasporto senza condivisione di entanglement</title>
		<link>https://strangepaths.com/teletrasporto-senza-condivisione-di-entanglement/2007/07/14/it/</link>
		<comments>https://strangepaths.com/teletrasporto-senza-condivisione-di-entanglement/2007/07/14/it/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jul 2007 23:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>xantox</dc:creator>
		
	<category>News</category>
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		<description><![CDATA[Da ACQAO grazie al Pontefice Quantistico: &#8220;Dei teorici dell&#8217;ARC Centre of Excellence for Quantum-Atom Optics (ACQAO) hanno proposto un protocollo di teletrasporto degli stati quantici di gruppi di atomi, basato sulla conversione dello stato quantico in luce e viceversa. Il protocollo necessità la disponibilità da parte del mittente e del ricevente di un serbatoio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div xml:lang="it" lang="it"><p>Da <a target="_blank" href="https://acqao.org/news/readMore_TeleportationofMassiveParticles.html">ACQAO</a> grazie al <a target="_blank" href="https://dabacon.org/pontiff/?p=1575">Pontefice Quantistico</a>: &#8220;Dei teorici dell&#8217;ARC Centre of Excellence for Quantum-Atom Optics (ACQAO) hanno proposto un protocollo di teletrasporto degli stati quantici di gruppi di atomi, basato sulla conversione dello stato quantico in luce e viceversa. Il protocollo necessità la disponibilità da parte del mittente e del ricevente di un serbatoio di atomi ultrafreddi, conosciuto sotto il nome di condensato di Bose-Einstein [ed] evita la necessità di condividere un entanglement quantistico, in quanto lo stato teletrasportato non viene mai misurato&#8221;.<sup><a href="#footnote-1-226" id="footnote-link-1-226" title="See the footnote.">1</a></sup>
</p>
<br /><ol class="footnotes"><li id="footnote-1-226">A. S. Bradley, M. K. Olsen, S. A. Haine, J. J. Hope, &#8220;<a target="_blank" href="https://arxiv.org/abs/0706.0062">Teleportation of massive particles without shared entanglement</a>&#8220;, arXiv:0706.0062v1 [quant-ph] (2007).  [<a href="#footnote-link-1-226">↩</a>]</li></ol></div><p class="akst_link"><a href="https://strangepaths.com/?p=226&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_226" class="akst_share_link" rel="nofollow">Share This</a>
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		<item>
		<title>L&#8217;assione non confermato dall&#8217;esperimento PVLAS</title>
		<link>https://strangepaths.com/lassione-escluso-dallesperimento-pvlas/2007/07/09/it/</link>
		<comments>https://strangepaths.com/lassione-escluso-dallesperimento-pvlas/2007/07/09/it/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 04:14:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>xantox</dc:creator>
		
	<category>News</category>
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		<description><![CDATA[Da PhysicsWeb News: &#8220;L&#8217;esistenza di una particella ipotetica chiamata assione è stata posta in ulteriore dubbio ora che il team che per primo aveva annunciato la sua scoperta non è riuscito a riprodurre i suoi risultati. I fisici che lavorano all&#8217;esperimento PVLAS in Italia dicono che la piccola rotazione nella polarizzazione della luce laser che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div xml:lang="it" lang="it"><p><span class="entry-source-title-parent">Da <a target="_blank" href="https://physicsweb.org/articles/news/11/7/3"><span class="entry-source-title">PhysicsWeb News</span></a>: &#8220;L&#8217;esistenza di una particella ipotetica chiamata <a target="_blank" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Assione">assione</a></span> è stata posta in ulteriore dubbio ora che il team che per primo aveva annunciato la sua scoperta non è riuscito a riprodurre i suoi risultati. I fisici che lavorano all&#8217;<a target="_blank" href="https://www.ts.infn.it/physics/experiments/pvlas/general/general.html">esperimento PVLAS</a> in Italia dicono che la piccola rotazione nella polarizzazione della luce laser che avevano segnalato l&#8217;anno scorso non sostiene l&#8217;esistenza degli assioni, ma è piuttosto un artefatto relativo a come l&#8217;esperimento era stato effettuato&#8221;<sup><a href="#footnote-1-221" id="footnote-link-1-221" title="See the footnote.">1</a></sup>.
</p>
<br /><ol class="footnotes"><li id="footnote-1-221">E. Zavattini et al., &#8220;<a target="_blank" href="https://arxiv.org/abs/0706.3419v1">New PVLAS results and limits on magnetically induced optical rotation and ellipticity in vacuum</a>&#8220;, arXiv:0706.3419v1 (2007)   [<a href="#footnote-link-1-221">↩</a>]</li></ol></div><p class="akst_link"><a href="https://strangepaths.com/?p=221&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_221" class="akst_share_link" rel="nofollow">Share This</a>
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		<title>Nuovo limite sulla carica elettrica del fotone</title>
		<link>https://strangepaths.com/nuovo-limite-sulla-carica-elettrica-del-fotone/2007/07/09/it/</link>
		<comments>https://strangepaths.com/nuovo-limite-sulla-carica-elettrica-del-fotone/2007/07/09/it/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 03:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>xantox</dc:creator>
		
	<category>News</category>
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		<description><![CDATA[Da PhysicsWeb News: &#8220;Un fisico statunitense ha analizzato le onde radio delle galassie distanti per ottenere un nuovo limite superiore sulla carica elettrica del fotone. Brett Altschul dell&#8217;Università dell&#8217;Indiana ha trovato che tale carica non supera 10-46 volte quella dell&#8217;elettrone &#8212; assumendo l&#8217;esistenza di fotoni con carica positiva e negativa. Ciò è 13 ordini di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div xml:lang="it" lang="it"><p><span class="entry-source-title-parent">Da <a target="_blank" href="https://physicsweb.org/articles/news/11/7/8/1?rss=2.0"><span class="entry-source-title">PhysicsWeb News</span></a>: &#8220;</span>Un fisico statunitense ha analizzato le onde radio delle galassie distanti per ottenere un nuovo limite superiore sulla carica elettrica del fotone. Brett Altschul dell&#8217;Università dell&#8217;Indiana ha trovato che tale carica non supera 10<sup>-46</sup> volte quella dell&#8217;elettrone &#8212; assumendo l&#8217;esistenza di fotoni con carica positiva e negativa. Ciò è 13 ordini di grandezza migliore dei limiti precedenti sulla carica di questa particella che si presuppone neutra&#8221;<sup><a href="#footnote-1-218" id="footnote-link-1-218" title="See the footnote.">1</a></sup>.
</p>
<br /><ol class="footnotes"><li id="footnote-1-218">Phys. Rev. Lett. 98 261801  [<a href="#footnote-link-1-218">↩</a>]</li></ol></div><p class="akst_link"><a href="https://strangepaths.com/?p=218&amp;akst_action=share-this"  title="E-mail this, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_218" class="akst_share_link" rel="nofollow">Share This</a>
</p>]]></content:encoded>
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